Le linee guida del Consiglio Nazionale Forense per separazioni, divorzi e minori ai tempi del Coronavirus.
Il Consiglio nazionale forense vara le linee guida per tenere i procedimenti in tema di diritto di famiglia durante la pandemia.
«La vita delle persone non può restare sospesa» a causa dell’emergenza epidemiologica, osservano gli avvocati: bisogna aiutare le ex coppie a ottenere provvedimenti in grado di mettere fine a convivenze intollerabili o comunque di regolare l’assetto dei loro rapporti, specialmente se ci sono di mezzo i minori. Via , dunque, a udienze da remoto e modalità telematiche in tutti i casi in cui è possibile perché le cause in materia sono «intrinsecamente» urgenti: riguardano diritti fondamentali della persona.
Fino al 30 giugno depositi tutti online e negoziazione assistita gestita via Pec. Ma i giudici potrebbero dire no alla videoconferenza quando ci sono problemi fra mamma e papà e bisogna valutare la loro capacità di fare i genitori.
Tutto più semplice nei procedimenti in cui c’è un sostanziale accordo fra le parti.
Solo telematico il deposito dei ricorsi per separazione consensuale, divorzio congiunto e i ricorsi congiunti ex articoli divorzio congiunto, ricorso congiunti ex articoli 337 bis Cc, 710 Cpc e 337 quinques Cc sulle modifiche delle condizioni di affidamento dei minori o dei provvedimenti sulla separazione.
È stata la stessa Cassazione, d’altronde, a spiegare che il tentativo di conciliazione è superfluo se la parte non si oppone alla separazione.
E dunque almeno ventiquattro ore prima dell’udienza virtuale in caso di separazione e divorzio i difensori devono inviare un Pec al presidente in cui le parti dichiarano di: non volersi conciliare; essere perfettamente a conoscenza delle norme che prevedono la partecipazione all’udienza ma di avere liberamente rinunciato alla presenza fisica; confermare le conclusioni del ricorso.
Così possono scattare l’omologa della separazione, la sentenza di divorzio congiunto o il decreto collegiale negli altri casi.
