Responsabilità processuale aggravata per l’ex che “dissimula le sue reali capacità economiche”
Sussiste la malafede che condanna la parte al risarcimento di tutti i danni
Nella causa di separazione il coniuge che «dissimula le sue reali capacità economiche» per non versare l’assegno deve risarcire l’ex dei danni da responsabilità processuale aggravata.
È quanto affermato dalla Corte di cassazione che, con l’ordinanza n. 11475 del 30 aprile 2021, ha respinto il ricorso di un uomo che aveva finto di essere fallito e di aver perso l’eredità per non corrispondere più il mantenimento a ex e figli.
Sulla interessante questione gli Ermellini hanno chiarito che «in materia di responsabilità processuale aggravata, condotte sintomatiche dell’elemento soggettivo della mala fede o della colpa grave non si ravvisano soltanto nella consapevolezza della infondatezza in jure della domanda, ma anche nella omessa deduzione di circostanze fattuali dirimenti ai fini della corretta ricostruzione della vicenda controversa». In più, in materia di responsabilità aggravata ex art. 96 cod. proc. civ., ai fini della condanna al risarcimento dei danni, l’accertamento dei requisiti costituiti dall’aver agito o resistito in giudizio con mala fede o colpa grave, ovvero dal difetto della normale prudenza, implica un apprezzamento di fatto non censurabile in sede di legittimità .
